
Symphony si avvia, procede lentamente sul sentiero della conoscenza, cercando di cogliere il senso delle cose. Cercando di interpretare quell’affascinante, inesplicabile e continuo intreccio di fili, rovescio del fluido ricamo della vita…
L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
da " Le città invisibili" di Italo Calvino
2 ottobre: giornata internazionale della non violenza, promossa dall'Onu
«Meglio essere violenti se c'è violenza nel nostro cuore, che mettersi il mantello della non violenza per mascherare la debolezza.»
Mahatma Gandhi
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Voglio farti un regalo
Qualcosa di dolce
Qualcosa di raro
Non un comune regalo
Di quelli che hai perso
O mai aperto
O lasciato in treno
O mai accettato
Di quelli che apri e poi piangi
Che sei contenta e non fingi
In questo giorno di metà settembre
Ti dedicherò
Il regalo mio più grande
Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché
Di notte chi la guarda possa pensare a te
Per ricordarti che il mio amore è importante
Che non importa ciò che dice la gente perchè
Tu mi hai protetto con la tua gelosia che anche
Se molto stanco il tuo sorriso non andava via
Devo partire però se ho nel cuore
La tua presenza è sempre arrivo
E mai partenza
Regalo mio più grande
Regalo mio più grande
Più passa il tempo e più la mia mente si confonde, si perde.
Lavora silenziosa rifuggendo la parola.
E, per quanto inspiegabile possa apparire, impone al corpo di muoversi e di stancarsi.
Attraverso la stanchezza fisica essa accarezza la speranza di oblio.
Così, nonostante la mia inesperienza, mi sono data anche al lavoro dei campi.
Un'esperienza di fatica, di sole, di caldo, di luce, di silenziosa compagnia, qualche risata.
E vento e quiete nella sera aspettando il freddo chiarore della luna.
Sensazioni di pace che fanno dimenticare la fatica delle braccia, il sudore che brucia cadendo negli occhi, la pelle completamente rovinata nonostante la massima protezione solare.
Madre terra si è messa in comunicazione con la mi anima solitaria...

Immagine dal web
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Metamorphosis di Philip Glass
In questo momento sereno, in questo momento atteso e ricercato con forza, respiro il tepore di un sabato sera di maggio.
Osservo i fiori nei vasi, i bimbi che giocano, il cielo limpido.
Salgono alla mente altri cieli, altri momenti vissuti: attimi di felicità che si annodano come glicini e ondeggiano nell'aria.
E mi sento bruco strisciante, mi chiudo quieta nel bozzolo, mi libro in volo e divento farfalla.
Istantanee della mente e del cuore, metamorfosi di attimi di vita...
Che tristezza!
Già di mio sto diventando pigra e mi concedo raramente momenti di svago all'aria aperta, ma questa pioggia continua e questa primavera che non vuole arrivare contribuiscono non poco tarparmi le ali.
A quando un po' di sole?
Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta è la tolleranza reciproca.
La coscienza non è la stessa per tutti.
Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, I'imposizione di questa condotta a tutti sarebbe un'insopportaibile interferenza nella libertà di coscienza di ognuno.
Mohandas Karamchand Gandhi
Sul blog di perlasmarrita ho trovato questo simpatico passatempo e - con il suo consenso - lo ripropongo qui.
Consiste nello scegliere un cantante o un gruppo musicale e rispondere alle domande utilizzando esclusivamente titoli delle sue/loro canzoni.
Io ho scelto Vasco Rossi
1.Sei maschio o femmina?
Nessun pericolo per te
2. Descriviti:
Senza parole
3. Cosa provano le persone quando stanno con te?
Stupendo!
4. Descrivi la tua ultima relazione:
Sono ancora in coma
5. Descrivi la tua corrente relazione:
Incredibile romantica
6. Dove vorresti trovarti ora?
Tropico Del Cancro
7. Come ti senti nei riguardi dell'amore?
- Io perdero'
- Ormai è tardi
8. Com'è la tua vita?
Non basta niente
9. Che cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo
desiderio?
Portatemi Dio
10. Di' qualcosa di saggio...
Va bene, va bene così!
N.B. alla settima ho dato due risposte, perdonate la mia incertezza!
Lascio libertà a voi di rispondere qui, di portarlo sui vostri blog, di non rispondere.
Chi risponde con canzoni di altre lingue dovrebbe far la traduzione altrimenti non si capisce niente niente

In occasione della S. Pasqua, trascrivo questo stupendo testo Turoldiano, soprattutto per la sua carica di pace e di ottimismo, e di leggerezza.
E' tratto dal volume "Le vie della pace".
Spero che le vie della Pace siano sempre aperte e praticabili.
IL mio pensiero va innanzitutto alla gente d'Abruzzo.
I
Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Andrò in giro per le strade
zufolando, così,
fino a che gli altri dicono: è pazzo!

Che stupida che seiEcco una poesia che amo molto.
Le avversità possono fare inaridire i sentimenti e rendere la vita povera di tutto.
Ma alla fine, quando meno te lo aspetti, la vita può portare l’amore tanto sognato in gioventù e ormai non più sperato. Così la vita ricompensa di tutto ciò che non aveva dato prima.
Il linguaggio della poesia è veramente poetico e lirico, chiaro e semplice, con una sintassi leggera che dà alla poesia un respiro ampio e veloce.
I riferimenti classici e letterari ne aumentano il livello letterario ed estetico.
La vita non sempre fa male,
può stracciarti le vele, rubarti il timone,
ammazzarti i compagni a uno a uno,
giocare ai quattro venti con la tua zattera,
salarti, seccarti il cuore
come la magra galletta che ti rimane,
per regalarti nell’ora
dell’ultimo naufragio
sulle tue vergogne di vecchio
i grandi occhi, il radioso
innamorato stupore
di Nausicaa.
Gesualdo Bufalino
Guarderò le stelle
com'erano la notte ad Arles,

Le scoppole continue che la vita mi riserva mi riducono ad esprimermi per aforismi...
Perdonare e dimenticare vuol dire gettare dalla finestra una preziosa esperienza già fatta.
Arthur Schopenhauer
Capita a volte di sentirsi per un minuto felici. Non fatevi cogliere dal panico: è questione di un attimo e passa.
Gesualdo Bufalino
Di te rimane il silenzio
Da te l'eco di una coscienza
Per te la mia gratitudine

Ho voglia di urlare!!!
Non mi va più di tenermi dentro questa rabbia che spesso ho tradotto in gesti pacati, riflessioni caute, versi pseudopoetici.
Non ne posso più di vivere in un paese dove non c'è la certezza della pena, dove una donna violentata conta meno di un graffio all'automobile, dove la violenza verbale mette a tacere chi non si schiera, dove i valori sono soltanto una mera sigla di un qualche partito politico.
Amo profondamente l'Italia e mai avrei pensato di arrivare a desiderare di andarmene.
A questo mare di nausea preferirei un paese straniero del quale non me ne frega assolutamente niente.
E' la prima volta che mi lascio andare anche nel linguaggio, chiedo scusa ai miei pochi lettori, ma davvero non ne posso più.
BASTA!!!!

Quanto è dura la fatica di voler rimanere aggrappata comunque a qualcosa: vorrei chiudere questo blog che ormai procede a fatica.
Ma so anche che, pur non spronandomi molto, è una fessura aperta.
Mi dico che sarebbe più dignitoso non trascinare le cose.
Sembra un moribondo aggrappato alla speranza ( illusione?) di continuare a vivere.

L'Epifania ogni festa porta via.
E così sono tornata a casa dopo un periodo di assenza.
Tutto in ordine, come avevo lasciato e un gran gelo e quella sottile tristezza che accompagna ogni distacco.
La fatica del disfare le valigie, la stanchezza del viaggio, ma anche la gioia di tornare alla "normalità".
Finalmente il mio comodo letto!
Ma guardandomi intorno ho provato una fitta al cuore: l'albero e il Presepe da disfare.
Già... i preparativi sono carichi di aspettative, di speranze, di affetti da godersi al tepore del proprio focolare.
Ad ogni ramo spoglio penso al momento dell'addobbo, quando mi dicevo:- chissà cosa dirà la mia nipotina quando lo vedrà; chissà come saranno belli i suoi occhioni e il suo sorriso.
Infatti è stata deliziosa sui suoi passettini incerti, la manina protesa, il sorriso che illuminava più delle luminarie!
Ma tutto finisce.
Aspetto il prossimo momento felice
Dieci per cento in meno di spese per Natale. Meno panettone. Meno viaggi sulla neve o al caldo. Così dicono i sondaggi, pubblicati da esercenti che di certo erano interessati a evitare quel calo.
Colpa dell’euro, colpa del governo, colpa dei cattivi negozianti, dei produttori di materie prime, o dei mercati internazionali. Colpa di su e colpa di giù. Dovremo dedurre anche da questi dati che l’italiano, come han detto i giornali americani accogliendo il presidente Napolitano, sta un poco depresso? In che cosa consiste la 'depressione' italiana bisogna comprenderlo bene.
Gli indicatori, dallo stato di scuola e università al recente sorpasso ad opera della Spagna, sono chiari. Esportiamo allenatori in Inghilterra, ex modelle in Francia, ma questa etichetta di depressi che gli americani ci hanno affibbiati senza tante cortesie brucia di un bruciore salutare. E’ legittimo esaltarsi per il successo internazionale della nostra diplomazia nella moratoria per la pena di morte, sperando che non sia una sola operazione di facciata e monca dal punto di vista dei diritti.

Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.
Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre
sua disianza vuol volar sanz'ali.

In me c’è qualcosa di rotto.
Sono come l’orologio che si ferma
poco dopo averlo caricato,
come il piatto incrinato che non torna
nuovo se anche
lo incolli con cura.
In me c’è qualcosa di schiacciato.
Sono come il tubetto di dentifricio
quando nulla ne esce
se anche lo premi,
come la pallina da ping-pong ammaccata
che non può tenere più in gioco
nemmeno un buon giocatore.
Ci sono oggetti distrutti e schiacciati
dal principio, senza motivo, in me:
l’ombrello che non sta aperto, il violino
fuori uso e i sandali coi cinturini rotti,
il rubinetto intasato, il flauto
sfiatato, la lampada consumata.
Eppure non mi perdo di morale,
l’ira non mi trascina, né mi tormento
come una volta, anzi mi auguro
di potermi riempire
di quelle cose inutili,
restando distrutto e schiacciato,
in questo trovando il mio orgoglio.
Kikuo Takano
Ecco una canzone di Giusy Ferreri che mi piace molto per il testo, il ritmo, la voce particolarissima e la sottile ironia interpretativa.
Ho difeso le mie scelte io ho
creduto nelle attese io ho
saputo dire spesso di no
con te non ci riuscivo.
Ho indossato le catene io ho
i segni delle pene lo so
che non volendo ricorderò
quel pugno nello stomaco.
A novembre
la città si spense in un istante
tu dicevi basta e io restavo inerme
il tuo ego è stato sempre più forte
di ogni mia convinzione.
A novembre
la città si accende in un istante
il mio corpo non si veste più di voglie
e tu non sembri neanche più così forte
come ti credevo un anno fa
novembre.
Ho dato fiducia al buio ma ora sto
in piena luce e in bilico tra estranei
che mi contendono la voglia di rinascere
A novembre
la città si spense in un istante
tu dicevi basta e io restavo inerme
il tuo ego è stato sempre più forte
di ogni mia convinzione.
A novembre
la città si accende in un istante
il mio corpo non si veste più di voglie
e tu non sembri neanche più così forte
come ti credevo un anno fa
novembre.
E tu parlavi senza dire niente
cercavo invano di addolcire quel retrogusto amaro
di una preannunciata fine.

Durare è peggiorare.
Capisco adesso perché la morte è buona: mette fine al discendere.
Primo Mazzolari
